Come tutelare l’azienda da contestazioni inerenti alla provenienza della merce:

Non tanto ai fini dell’imposizione diretta, quanto ai fini dell’Iva, l’acquisto di merci di dubbia provenienza presenta seri margini di rischio.
Nel caso in cui venisse accertata una frode, infatti, l’operazione sarebbe fuori dal campo di applicazione dell’Iva che, dunque, si renderebbe indetraibile.
Il prezzo particolarmente ridotto di un bene, in effetti, è un indicatore di rischio particolarmente rilevante e, per evitare inconvenienti, è necessario che anche il cessionario proceda prima dell’acquisto a controlli che, se in alcuni casi non sono risolutivi, sono in grado di minimizzare rischi e mettere in maggiore sicurezza le operazioni della specie.
Tra i controlli della specie, si annoverano le verifiche sul Vies, le verifiche di natura economico finanziaria sui soggetti venditori (es. dossier cerved), le verifiche sull’operatività del cedente, le visure camerali coerenti con l’attività di cessione, le credenziali e l’affidabilità in caso di trader, la corrispondenza di conferma, ecc..
Questa è la prima base informativa per la gestione delle tematiche poste, la cui soluzione non è tipizzata ma deve perseguire l’intento di fornire evidenza di misure di controllo ragionevoli ed idonee a rilevare eventuali segnali di anomalia imprenditoriale del cedente.

(fonte assopetroli)